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Pasticceria base: Tutto sulla crema pasticcera,chantilly e crema diplomatica

Partiamo dalla crema pasticcera che è la base di molte altre della pasticceria italiana e non

Cos'è?

E' una crema a base di latte addensata dalle proteine dell'uovo e dall'aggiunta di amido

Vediamo meglio questi ingredienti che la compongono

Latte:

Fornisce la base liquida .Si utilizza spesso quello di origine animale con circa 3,5 di grassi fresco e intero oppure quello parzialmente scremato,quest'ultimo si usa soprattutto quando c'è anche la panna.Si può usare anche quello in polvere calcolato sul prodotto reidratato in acqua.

Panna: 

non è indispensabile ma usandola al 20 % sul peso del latte rende il gusto più rotondo al palato e le da una struttura più cremosa grazie ai grassi,infatti all'aumentare del contenuto dei grassi aumenta la cremosità e la stabilità della crema alla coagulazione.

zucchero:
aumenta la temperatura di denaturazione delle proteine dell'uovo e quindi impedisce la formazione di coaguli d'uovo nella crema.

Si utilizza sempre quello semolato in proporzione variabile dai 150 gr a 400 gr per litro di latte e proprio per la sua proprietà anticoagulante si mette pari peso sulle uova .
Si può sostituire con dolcificanti come il miele,il fruttosio  ecc ma in che proporzioni?
Il miele e il fruttosio hanno un potere dolcificante maggiore rispetto al saccarosio,che è lo zucchero,il primo pari a 1,3 e il secondo pari a 1,7 quindi se noi avremo 250 gr di zucchero lo sostituiremo facendo proporzione in 192 gr miele e 147 di fruttosio.

Lo zucchero poi è un conservante ecco perchè se fa caldo è necessario aumentarne la quantità.

uova:

le proteine delle uova hanno la funzione di addensare e gelificare,perchè quando son disperse nel latte e coagulano imprigionano nel reticolo il latte e la crema comincia ad addensarsi.
Di norma si utilizzano i tuorli, che danno una struttura meno rigida e più cremosa e apportano molto sapore alla crema,cosa che non avviene usando solo albumi che danno struttura rigida ma meno sapore e usando le uova intere che danno una struttura intermedia fra i primi due .
Poi è preferibile usare i tuorli invece delle uova intere per ridurre la quantità di acqua nella crema ed aumentare cosi la conservabilità.

La quantità può variare dai 100 ai 500 gr per litro di latte.

Più tuorli usiamo più si avrà una crema solida ma si dovranno usare meno amidi.
In che propoprzione? Ogni 100 gr di tuorlo che si aggiunge più o meno si devono togliere 10 gr di amidi alla ricetta,stesso discorso al contrario se si toglie 100 gr si devono aggiungere 10 gr di amidi.
Di conseguenza se aumentiamo i tuorli ,con il loro potere coagulante dovremmo aumentare corrispondentemente il quantitativo di zucchero,noto anticoagulante,per non far rapprendere troppo velocemente i tuorli.

Farina /amido:

la crema è addensata e stabilizzata dall'aggiunta di farina o amido.
L'amido può esser di origine diversa,cioè ottenuti da semi,farina e amido di mais e amidi provenienti da radici e tuberi come le patate.

La scelta dell'amido è molto importante per la struttura della crema,perchè hanno varia la quantità di amilosio e amilopectina.
Ecco i risultati più noti
Con amido di riso si ha una struttura più cremosa e vellutata,consigliato nelle creme da congelamento.
Con amido di mais si ha una struttura cremosa ma leggermente più compatta  e  legata rispetto all'amido di riso.
Con la farina si ha una struttura un pò collosa,opaca e non vellutata,spesso con retrogusto di farina.
Con fecola di patate si ha una struttura collosa e poco vellutata,non si consiglia per la crema da farcitura ma molto consigliata per crema da forno.

La crema addensata con amido deve esser portata a bollore per inattivare un enzima del tuorlo che altrimenti digerisce l'amido e rende liquida la crema dopo che si è raffreddata.
In base alla scelta dell'amido e alla sua cottura si può verificare un fenomeno sgradevole e dannoso al prodotto finito che è la sineresi,cioè la perdita di consistenza e struttura e la formazione di liquido.
Può avvenire in due casi:
quando non cuociamo gli amidi alla giusta temperatura,perchè non hanno avuto modo di agglutinarsi completamente.quando utilizziamo la farina per esempio che ha una temperatura più alta di addensamento,mentre gli amidi gelificano ad una temperatura più bassa,a vantaggio dell'uovo che non ama le alte temperature.Poi gli enzimi della farina consumano il gel formatosi nella preparazione e fanno liquefare la crema.
Il secondo è quando cuociamo troppo la crema perchè andiamo ad azzerare la proprietà legante degli amidi.


Gli amidi variano dai 70 gr a 100 gr su un litro di latte,ricordando che se per 250 ml di liquido mettiamo 8 gr in amido dobbiamo utilizzarne 5 gr.
Perchè si formano grumi?

Avviene quando in fase di cottura non si miscela bene con la frusta oppure quando dopo la cottura non si mette la pellicola a contatto con la crema,facendo nascere quell'antiestetica crosticina.

Ora parliamo di crema chantilly e crema diplomatica o chantilly all'italiana

Per crema chantilly s'intende panna montata zuccherata e profumata con bacca di vaniglia
Per crema diplomatica o chantilly all'italiana s'intende crema chantilly detta in precedenza e crema pasticcera in proporzione variabile ,la ricetta originale prevede 1/3 chantilly e 2/3 di pasticcera
Si può o non mettere la gelatina,basta fare una crema più ricca di tuorli e quindi più solida o al contrario più ricca di amidi se non si ama metterne tanti di tuorli e non si amano le creme dolci
consiglio sempre una crema con amido di riso e amido di mais in parti uguali o con 40 di amido di riso e 60 di amido di mais per una consistenza più solida.
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lievitati :Il lievito naturale del mio maestro Francesco Favorito

Questa volta mi son messa d'impegno e  dopo tre tentativi falliti, ho generato il mio lievito naturale, battezzato Francesco, appunto come il nome di chi l'ha creato, il mio maestro Francesco Favorito ,esperto in lievitati,che ha fatto tre libri ,io ne possiedo due fra cui uno specifico sui lievitati e che vi consiglio caldamente




col suo permesso vi riporto ricetta ,modalità di conservazione e quant'altro serva per farlo a casa
è scritto tutto di suo pugno,più chiaro non potrei dirvelo



Tanti colleghi lo chiamano “il mio bambino” semplicemente perché è un essere vivente,ha bisogno di essere “curato” di fare il “bagnetto”,di “mangiare”, di “riposare”.
Il lievito naturale è stato il primo sistema di lievitazione usato dall’uomo,fin dai tempi degli antichi egizi se ne faceva uso.
E’ un sistema semplice di fermentazione che solo la natura ci ha regalato.Vorrei farvi capire in modo semplice questa “arte” che darà sicuramente una spinta professionale alla Vostra attività di ARTIGIANO.
Il l è un prodotto FONDAMENTALE per la produzione di PANE, PANETTONI,PANDORO,COLOMBE GRANDI LIEVITATI TIPICI REGIONALI,CROISSANT,BRIOCHE.
- IL LIEVITO NATURALE: Il lievito naturale è un composto di FARINA di frumento e ACQUA, nel quale sono presenti microrganismi di specie diverse, in particolare del tipo SACCHAROMYCES CEREVISIAE meglio conosciuti come Saccaromiceti,sono organismi unicellulare e appartengono al regno dei funghi. Riproduce anche la specie di BATTERI LATTICI della famiglia lactobacilli e streptococchi. Questi microrganismi si riproducono nutrendosi di zuccheri (saccarosio) e in zuccheri complessi,come gli amidi contenuti nella farina; gli zuccheri vengono trasformati principalmente in anidride carbonica,e in misura inferiore in alcool ,come l’etanolo,in acido lattico,ove riproduce in modo naturale glicerina,e acido acetico. L’insieme di queste attività naturali biologiche viene chiamata fermentazione , e costituisce la parte fondamentale del processo di lievitazione delle paste lievitate. L’anidride carbonica che viene riprodotta all’interno, con aumento naturale dell’impasto prodotto,con il contrasto della struttura glutenica della farina,che trovando un buon impasto elastico ,dovuto appunto da una eccellente farina,si oppone all’estensione dell’anidride carbonica,formando degli alveoli che appunto racchiudono questo gas. Con questo naturale processo,si ottiene un impasto poroso,che durante la cottura in forno si trasforma in prodotto soffice e profumato,dato grazie alla glicerina prodotta naturalmente,e la quantità di aria contenuta negli alveoli.La buona qualità del lievito naturale comporta il mantenimento di un gradevole ed inconfondibile profumo tipico appunto della genuinità della lievitazione naturale.
- AGENTI FERMENTATIVI: Gli agenti che fermentano all’interno del LIEVITO NATURALE sono microrganismi che si sviluppano nell’impasto,che durante la fermentazione producono sostanze che caratterizzano il sapore e l’aroma tipico del lievito e lo rendono più lungamente conservabile. I microrganismi che influiscono sulla fermentazione sono acidi organici,cioè l’acido LATTICO e l’acido ACETICO. Dalla fermentazione dei lieviti e batteri lattici ha origine la formazione di una sostanza chiamata GLICERINA che contribuisce in modo naturale da emulsionante e antimuffa malgrado che quest’ultimo in modo lieve.Come già detto la funzione di emulsionante permette alla stabilizzazione dell’impasto,abbassando la viscosità dell’impasto,l’emulsione permette di trattenere in migliore modo l’umidità più a lungo all’interno del prodotto finito. La microflora presente,produce enzimi che migliorano la qualità reologiche della farina, migliorando quindi le componenti proteiche della farina stessa,produce anche proteinasi e peptidasi che intervenendo sulle proteine aumentano un miglior assorbimento di acqua o liquidi.
- TEMPERATURE PER FERMENTARE: Le temperature nelle lavorazioni degli impasti sono molto fondamentali,ottimale per un eccellente impasto sarebbe opportuno lavorare con una impastatrice con BRACCIA TUFFANTI ,che ha la qualità di assorbire sempre aria, con continuo raffreddamento dell’impasto. Con una temperatura stabile inferiore ai 26 C° può mantenere il PH inalterato. Una temperatura superiore ai 30 C° può favorire batteri lattici indesiderati per la riuscita di un buon impasto, con la conseguenza di un rallentamento dell’acidificazione, con il risultato di cattivi odori che permangono all’interno del prodotto anche dopo cotti. Una alta temperatura dell’impasto comporta che il PH immediatamente arrivi a 4 producendo acido lattico e non acido acetico,valido quest’ultimo alla formazione della fermentazione naturale.Quindi come vedremo le temperature saranno il nostro anello di congiunzione per un risultato finale sempre eccellente. Le temperature alte non fanno anticipare i tempi.
- PH : La misurazione e il mantenimento del PH è molto importante per una buona riuscita dell’impasto finale.Il grado di acidità che si raggiunge ogni volta,ogni giorno, e la stabilizzazione di esso è fondamentale, per l’attività enzimatica di un buon LIEVITO MADRE. Il PH è fondamentale per un buon impasto che permetta di rispettare i TEMPI,la BONTA’, e le CARATTERISTICHE , è dai 4,5 massimo 5.
- MISURAZIONE DEL PH: Ci sono vari sistemi di misurazione del PH in un lievito naturale. Fondamentale è l’ ESPERIENZA. L’esperienza si ottiene solo con il cosiddetto “allenamento”,cioè fare impasti giornalmente per la vostra produzione quotidiana come Pane,Focaccie,Pancarrè,Brioche
, Croissant, oltre ovviamente Panettoni,Pandori,Colombe. La tecnologia ha semplificato anche il nostro lavoro. Oltre all’esperienza ci sono altri sistemi di mia conoscenza che permettono di misurare il PH;
- Cartine tornasole: sono coloranti di origine vegetale ottenuti per estrazione dai licheni. E’ una miscela di varie sostanze chimiche. Viene cosi misurato con strisce di carta che vengono lasciate a contatto con il LIEVITO MADRE che si vuole analizzare; queste le colorazioni Violetto PH Neutro , Rosso PH acido 4,5/ 7 , bleu acidità PH 8/10.
- PH metro: sono macchinari da laboratorio con vari prezzi ( tascabili,portatili, ecc) ideali per la misurazione del PH del nostro LIEVITO MADRE sono quelli portatili da banco. La misurazione avviene con elettrodi e tamponi, hanno dispositivi digitali e portano alla perfezione della misurazione del PH.
- Scala Colorimetrica : si tratta di TEST per la misurazione del PH .Si trova in commercio in negozi specializzati in medicali. PRINCIPIO TEORICO: Il grado di acidità e di basicità si misura mediante una scala i cui valori a 25 °C sono compresi tra 1 e 14, chiamata scala di pH. Con una miscela di sostanze,che hanno la proprietà di cambiare colore quando vengono a contatto con un acido o una base. Indicatori e miscele opportunamente dosate,assumono tonalità di colori differenti, verde PH 7 = indice neutralità , rosso < PH 7 indice acidità , bleu > PH 7 indice basicità.
- LE ACQUE : L’acqua è un elemento fondamentale nella cura dell’impasto, specialmente nell’uso del LIEVITO NATURALE. L’ingrediente principale è l’ ACQUA. Dal punto di vista chimico , nell’acqua potabile devono essere assenti l’ammoniaca ed i nitriti,mentre le sostanze organiche e i cloruri non devono superare certi limiti. Fare attenzione in ESTATE , perché in particolare in quella stagione in molte zone d ‘Italia molti Comuni aggiungono più cloruri per la pulizia dei depuratori e disinfettano le tubature. Suggerisco per quel periodo di usare ACQUA MINERALE in bottiglia. L’acqua contiene sali di calcio e magnesio che ne determinano la cosiddetta durezza,ove se presenti in quantità normale,svolgono un’azione positiva sugli impasti,e in particolare sul glutine. Le acque troppo dure, che generalmente viene espressa in GRADI FRANCESI °f ,influiscono negativamente sull’impasto rendendo il glutine troppo tenace. Questa la tabella:
- fino a 7 °f: molto dolci
- da 7 °f a 14 °f: dolci
- da 14 °f a 22 °f: mediamente dure
- da 22 °f a 32 °f: discretamente dure
- da 32 °f a 54 °f: dure
- oltre 54 °f: molto dure ,
Per il nostro LIEVITO MADRE sono suggeribili i dati dell’acqua intermedi da mediamente dura a discretamente dure. I tempi di fermentazione dipendono anche dall’idratazione durante l’operazione dell’impastamento . Faccio un esempio: se produco un impasto del LIEVITO MADRE morbido con un buon assorbimento di acqua,vicini al 100%, avrò una eccessiva diluzione delle sostanze nutritive disponibili per i microrganismi presenti,con conseguente riduzione dell’acidificazione con un forte sviluppo di acido lattico. Con una corretta idratazione cioè dal 40/50% di assorbimento acqua,permette al LIEVITO MADRE, di avere una corretta produzione di acido acetico con sviluppo dei Saccharomyces Cerevisiae.
- FARINE DA IMPIEGARE: Il tipo di farina da impiegare nell’impasto del LIEVITO NATURALE è fondamentale,influisce in modo positivo alla maturazione dell’impasto, cioè la formazione in tempi giusti dell’acidità che compongono il Lievito stesso e al raggiungimento del Ph ideale; una farina tipo 00 è ideale con una forza di 280/350 W cioè una FARINA con basso tasso di estrazione. Una farina ad alto tasso di estrazione come il Tipo 0,richiede un tempo molto lungo per il raggiungimento ottimale del Ph. Si può andare ad impastare anche con farine alternative come l’Integrale ,ma con gli sviluppi molto lenti causati appunto dall’effetto tampone che produce la farina integrale stessa.
- COME SI PRODUCE IL LIEVITO MADRE:
Per produrre il LIEVITO MADRE occorre trovare l’elemento attivante del processo di fermentazione come: Yogurt,Miele,Luppolo,Mosto,Frutta in forma di polpa. Tutti ricchi di sostanze zuccherine.Altri elementi essenziali sono acqua potabile,possibilmente non troppo dura,con un PH intorno al 5/7,priva di odori di cloruri,fresca di rubinetto,non bollita.Farina di frumento di grano tenero tipo 00, una buona forza 350W bene equilibrata,con qualità del glutine eccellente.
- IMPASTARE IL LIEVITO MADRE:
- 1) Frullare il frutto prescelto o prendere il composto prescelto circa g 200
- 2) Versare il prodotto in un recipiente pulito ed aggiungere g 200 di acqua.
- 3) Fare macerare questo composto per circa 24 ore a temperatura ambiente.
- 4) Passate le 24 ore prendere il recipiente e filtrare dalle impurità il composto ottenuto.
- 5) Prendere g 800 di farina tipo 00 W 350,impastare il tutto fino a raggiungere un impasto asciutto e duro.
- 6) si può optare per due soluzioni di fermentazione: la prima l’impasto può essere messo all’interno di un recipiente possibilmente un misuratore con righe. Oppure si può optare con il bagno d’acqua :prendere un recipiente aggiungere il peso per 5 volte di acqua in confronto del peso dell’impasto che intendiamo fare fermentare.
- 7) Dopo 48 ore la prima opzione (misurino) ha raddoppiato del suo volume, seconda opzione viene a galla nell’acqua, entrambi hanno prodotto anidride carbonica, se ciò non accade,significa che è stata errata qualche operazione o si è preso un processo attivante non o poco idoneo al momento.
- 8) Una volta che fatta la lievitazione,il LIEVITO MADRE dovrà essere pulito dalle proprie “croste” ed essere “rinfrescato” cioè nutrito nuovamente con della farina 00 W 350, con questa ricetta: 500 g di LIEVITO MADRE ben pulita, 500 g di Farina di frumento tipo 00, 200 g di acqua.
- 9) L’impasto dovrà essere liscio ed omogeneo,si prende e viene messo all’interno di un telo di Polipropilene,che permette di respirare e nello stesso modo di non farsi attaccare da cattivi microrganismi,e poi riavvolto con un telo di cotone o lino.Il tutto dovrà essere legato non troppo stretto con una corda o spago,a modo di “salame” in modo tale che la fermentazione avvenga e gonfi la busta e tendere lo spago.Questo composto legato dovrà essere tenuto a temperatura ambiente,possibilmente ad una temperatura che va dai 18/21 C° per 24 ore.
Il giorno dopo si ripete l’operazione,liberando il lievito dal suo telo e si passa a fare l’operazione del “bagnetto” si prendono sempre 500 g di LIEVITO MADRE, pulito dalle croste,si mette a bagno in acqua fresca dentro un recipiente per circa 20 minuti, poi si ripete la stessa ricetta del giorno prima,e cioè : 500 g LIEVITO MADRE 500 g Farina di frumento tipo 00 350 W, 200 g acqua.Questa operazione per ottenere un’eccellente “forza” e PH ideale per iniziare qualsiasi tipo di impasto andrà ripetuta per 20/25 giorni. Già dal 20°giorno possiamo fare le nostre prove con il controllo del PH. Raggiunto il PH ideale,il LIEVITO MADRE VA CONSERVATO IN FRIGO A + 4° e rigenerato almeno 2 ore prima del rinfresco a temperatura ambiente.
- INIZIO DI LAVORO DEL LIEVITO MADRE:
Una volta prodotto il LIEVITO MADRE come sopra riportato,e ottimizzato il PH, si inizia il sistema che ci permette di tenere sempre il PH pronto per soddisfare la nostra esigenza negli impasti a LIEVITAZIONE NATURALE.
- Ore 5 mattino tirare fuori dal frigo il LIEVITO MADRE, slegare il tutto e lasciare a temperatura ambiente per circa 30 MINUTI, prendere il LIEVITO MADRE tagliarlo a fette e immergerlo a bagno con acqua calda di circa 38C° in un recipiente ben pulito possibilmente in acciaio per 30/45 minuti.(secondo l’acidità che pensiamo di togliere)
- Ore 6 mattino: prendere g 1000 di LIEVITO MADRE ben pulito dalle “croste esterne” e strizzato dall’acqua del rinfresco,aggiungere 1000 gr. Farina di frumento tipo 00 350W, 400 gr. acqua,impastare il tutto e mettere all’interno di un mastello coperto con un telo di cotone o lino, e metterlo all’interno di una camera di lievitazione con una temperatura stabile di 28/30° con un 65/75UR Il LIEVITO MADRE con questa tecnica deve fermentare e raddoppiare del suo volume,suggerisco di lavorare sempre con il sistema “spia” cioè con un misurino,il classico dosatore dell’acqua cha abbiamo sempre dentro il nostro laboratorio,mettere 1000 gr. di lievito madre all’interno di costui,e dopo l’orario previsto (dalle 3,5/ 4 ore massimo) il prodotto è arrivato nella misura di 2,ha praticamente raddoppiato del suo volume quindi è pronto ed è perfetto nell’utilizzo.
- Ore 9,30 mattino: Prendere il LIEVITO MADRE,raddoppiato del suo volume, pulirlo dalle croste esterne, e metterlo a bagno con acqua fresca per circa 30 minuti.
- Ore 10 mattino: Prendere g 1000 LIEVITO MADRE ben strizzato ed aggiungere 2000 gr. e 800 gr. acqua,impastare il tutto.Prendere l’impasto che dovrà risultare liscio e compatto,e metterlo di nuovo nel mastello per lievitare e usare il telo per coprirlo.Ricorda la “spia” e la temperatura della camera di lievitazione sempre a 28/30C° con 75 di Umidità Relativa.
- Ore 13,30 primo pomeriggio: Prendere g 1000 LIEVITO MADRE e senza metterlo di nuovo a bagno,aggiungere g 2000 Farina di Frumento tipo 00 350W, g 800 acqua,impastare di nuovo,e una volta raggiunto l’impasto ben liscio e compatto, prendere g 2000 dell’impasto e richiuderlo di nuovo nel suo sacchetto di polipropilene,avvolgerlo con il suo panno di cotone o lino,e legarlo di nuovo e riporlo in frigorifero a + 4° per il giorno dopo. Il LIEVITO MADRE rimasto circa g 1800 depositarlo di nuovo in camera di lievitazione per altro tempo fino alle ore 16,30.Il LIEVITO MADRE è pronto per iniziare il suo lavoro negli impasti di Panettone,Pandoro,Colomba.
- Per un impasto di : Pane,o panificazione,Croissant,Brioche,Pani al latte, ecc, sono sufficienti solo 2 RINFRESCHI.
Per ottimizzare le dosi degli impasti,e diminuire gli sprechi,ho dato solo dei suggerimenti finora pratici su come partire con il LIEVITO MADRE. Quindi suggerisco di ottimizzare le ricette alla Vostra portata,e alla Vostra esigenza di lavorazione.
- LA CONSERVAZIONE DEL LIEVITO MADRE:
Il LIEVITO MADRE, una volta ottenuto la stabilizzazione del PH si può scegliere il modo di mantenere il LIEVITO MADRE:
- 1) Usarlo comodamente tutti i giorni; l’obbiettivo di tutti è fare esperienza fondamentale per il Vostro lavoro,fondamentale per acquisire quella praticità di lungimiranza nella lavorazione del LIEVITO MADRE, obbiettivo del libro è quello di farvi amare il sistema di lavorazione del LIEVITO MADRE.
- 2) Può essere conservato in frigo a +4C° sempre all’interno del suo involucro (busta di polipropilene,panno di cotone o lino,spago) e può essere rigenerato con un semplice rinfresco una volta alla settimana con questa ricetta: Lievito Madre precedentemente aver fatto il “bagnetto” g 500, farina di frumento tipo 00 350W g 1000,acqua g 400,impastare il tutto,per poi di nuovo riavvolgerlo all’interno del suo involucro,possibilmente cambiando il sacchetto di polipropilene,il lievito che non è stato rigenerato è da gettare.
- 3) Può essere conservato in congelatore,se ce l’opportunità preventivamente passato in abbattitore,e può essere conservato anche per 5/6 mesi ad una temperatura di –18C°.Per rigenerarlo,è sufficiente di eseguire la seguente ricetta: tirare fuori il LIEVITO MADRE dal congelatore almeno 24 ore prima del rinfresco e metterlo a temperatura ambiente. 24 ore dopo iniziare la pulizia del lievito madre e prendere almeno g 500 di “polpa” di impasto del lievito madre,metterlo a bagno per almeno 30 minuti,strizzarlo e impastare con farina di frumento tipo 00 350W g 1000, g 400 acqua, g 2 zucchero semolato.Impastato il tutto mettere all’interno di un mastello e lievitare per circa 4 ore all’interno di una camera di lievitazione con la temperatura di 28C° 70/75% U.R., prendere dopo le 4 ore il lievito,e controllare l’aspetto,che deve risultare già di aspetto bianco e con un gradevole profumo.Prendere altri g 500 di Lievito Naturale,g 1000 di farina di frumento tipo 00 350W, g 400 acqua,impastare il tutto e riporlo di nuovo nel suo involucro originale,possibilmente curarsi di cambiare il sacchetto di polipropilene,e controllare che il telo di cotone o lino non sia stato attaccato da muffe o umidità dovuta dallo scongelamento del lievito stesso. Questa operazione va ripetuta per almeno 3 giorni,dopo iniziare a controllare il PH.
- CONSIGLI PRATICI: Mi Permetto di darVi alcuni consigli pratici per poter lavorare meglio,ed essere preparati sulle difficoltà che andrete a trovare su le lavorazioni del LIEVITO MADRE , aggiungere i tre colori dei lieviti con eventuali odori da percepire,
- Il lievito madre può considerarsi MATURO se la sua pasta ha un colore bianco e soffice con alveoli leggermente allungati, se lo si assaggia ha un sapore leggermente acido, se TROPPO FORTE, il suo sapore è acido che va sull’amaro, il suo colore è grigiastro, e gli alveoli rotondi. In questo caso è opportuno mettere il lievito a bagno per 30 minuti aggiungendo nell’acqua g 2 di zucchero semolato oppure direttamente nell’impasto, del lievito stesso. E’ da considerarsi poco acido quindi TROPPO DEBOLE se il suo sapore è acido che va al dolce, colore bianco brillante, alveoli che stentano ad allungarsi, procedere ad rinfreschi continui e lievitazioni ogni 4 ore in modo tale che entro 24 ore il lievito ha raggiunto il suo grado di acidità ottimale. Il lievito può presentarsi anche INACIDITO (dimenticato in frigo senza nutrimento) che procede verso la morte irreversibile dei suoi lieviti ideali, si presenta dal sapore formaggioso colore grigiastro e pasta vischiosa, si può recuperare partendo immediatamente con dei procedimenti di rinfreschi e lievitazioni, il prodotto può ritenersi recuperato dopo una settimana di cure.
- Altro consiglio pratico: Se si inizia una produzione ottimale di GRANDI LIEVITATI come Panettone o Colombe, si suggerisce di tenere a disposizione una seconda COPIA DI LIEVITO MADRE che può rendersi utile in caso che quello che stiamo usando può incominciare ad avere una acidità ottimale per l’impasto. Quindi per non fermarsi con la produzione prendere la COPIA che abbiamo a disposizione e fare riposare per almeno 24 ore senza rinfreschi il lievito madre originale.
Buon lavoro,
Francesco  Favorito





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Torta alla cocacola -cocacola cake recipe

Era da un pò che volevo provarla e finalmente mi son decisa





 ricetta torta o cupcakes:

220 gr farina, 

250 gr zucchero ,

250 ml cocacola, 

125 ml latticello oppure 30 gr  yogurt bianco  e 100 ml latte scremato oppure 1 cucchiaio succo di limone 

nel latte e fatto riposare per 10minuti  

,mezzo cucchiaino sale,

1 cucchiaino lievito,

mezzo cucchiaino bicarbonato,

200 gr burro,

50 gr cacao amaro 

e 2 uova intere. 


Preparazione: unire la farina con il sale,lo zucchero,il lievito e il bicarbonato.in un 


pentolino mettere il burro la coca il cacao e il latticello o i suoi sostituti,portare a bollore e poi versare a filo 


sul composto di farina. unire infine le due uova e versare il tutto nella tortiera o pirottini. Questa torta può 

esser accompagnata da una glassa fatta con:


225 gr zav, 3 cucchiai cocacola ,1 cucchiaio cacao amaro,mezzo 

cucchiaino vaniglia e 2 cucchiai burro oppure da un frosting sostituendo 2 cucchiai di latte con la cocacola.

La consiglio perchè è umida e non ha quel forte sapore di cocacola ma un bel mix tutto da assaporare
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ricetta bizcocho clàsico - bizcocho clasico recipe

bizcocho clásico è un metodo alternativo a quelli che noi conosciamo per far una base per torte si consistenza simile al pan di spagna
io l'ho scoperto nei blog spagnoli 




ricetta:
 6 uova 
200 gr zucchero 
200 gr farina 00 

preparazione:
battere a neve 6 albumi a temperatura ambiente,
in una seconda fase aggiungere tutto lo zucchero e continuàre a sbattere fino a quando i cristalli di zucchero ,non cominceranno a dissolversi e formare una sorta di meringa ,
allora pian piano aggiungere i tuorli sbattuti e raggiunger sbattendo il punto lettera,
 ora incorporare a mano la farina setacciata ,
facendo attenzione a non smontar il composto e una volta ottenuto un impasto senza grumi,
 cuocere come per il pan di spagna





direte voi che differenza c'è tra quelli precedentemente usati e questo? in primis la comodità d'esecuzione poi si ha un'alveolatura più piccola rispetto al metodo di montare le uova intere con lo zucchero 
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PAN DI SPAGNA SOFFICE; ALTISSIMO ; SENZA LIEVITO - sponge cake recipe e tutorial



Oggi cari miei vi posto il mio passo passo del pandispagna, ricetta classica per torte semplici e decorate,qui' non occorre il lievito e
la buona riuscita di questo favoloso dolce sta nella lunga lavorazione di uova e zucchero tra i 20 e 25 min.

Allora passiamo agli ingredienti:

Per ogni uovo ci vogliono 30 gr di farina di cui meta' maizena, ma a volte metto anche la fecola e il risultato e' ottimo.

In questo caso ho usato 6 uova ,quindi 180 gr di farina ( 90 gr di farina 00 e 90 gr di maizena)
180 gr di zucchero semolato di cui una 50 di gr li ho frullati nel bimby per polverizzarlo.
Allora cominciamo mettiamo in una ciotola capiente le uova e tutto lo zucchero ,il normale e quello frullato,e con una frusta elettrica cominciamo a lavorare il composto,prima lentamente poi alzando la velocita'.
E' un lavoro molto lungo questo ma la riuscita e' assicurata.








qui' notate che le uova cominciano a montare ,


qui' sono raddoppiate di volume,


qui' addirittura sembra che voglia cadere dalla ciotola per come e' diventato bello spumoso,


a questo punto lasciamo le fruste elettriche e prendiamo una paletta di legno che ci serve per lavorare a mano, cominciamo col miscelare le due farine e setacciandole piano piano le mettiamo nel composto,


mi raccomando questa e' un'operazione delicata la farina va' mischiata dall'alto verso il basso,e non va' buttata tutta di colpo,ma piano e non ne' buttate giu' altra se quella precedente non si e' amalgamata bene.


A questo punto e' finito arriva la parte piu' semplice cioe' imburrare e infarinare una teglia e mettere il composto dentro.


in questo modo l'impasto arriva ad un paio di cm sotto il livello del bordo, durante la cottura avrete la sensazione che fuoriesca tutto dalla teglia ,ma non vi preoccupate perche' non e' cosi' non accadra' nulla,perche' poi si sgonfiera' da solo .


questo e' il risultato per la teglia rettangolare,notate che e' venuto bello alto,


questo invece e' in teglia rotonda e una volta sornati dopo 10 min, li togliete dalla teglia e lo fate raffreddare avvolto in uno strofinaccio,in questo modo non secca e non indurisce.



anche questo rotondo e' venuto bello alto e addirittura ho potuto ricavare 4 dischi.


La cottura in forno e' molto importante,perche' e' ovvio che dipende dal forno ma per i primi dieci min.dovete metterlo a 170° i rimanenti 35-40 min a 180, questa temperatura vale per il forno statico,per quello ventilato invece la temperatura si abbassa di 10° almeno,quindi 160° per i primi dieci min. e la rimanente cottura a 170° non vi fidate comunque a fine cottura fare sempre la prova dello stecchino.Ci sono altri generi di forno come hotpoint dell' Ariston che ho io ,che non hanno la funzione statica, ma hanno un programma fatto a posta per i dolci, che addirittura vanno messi nel forno spento e poi si accende .Io l'ho provato e' non e' malvagio ,pero' sostengo che per qualsiasi genere di dolce ci vuole la cottura statica.
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La pasta choux :conosciamola meglio


La pasta choux o pasta BIGNE’ è quella pasta con cui vengono fatte tutte quelle preparazioni
 bignè, èclairs,profitteroles,croquembouches ,si avete capito bene
cambiano le dimensioni cambiano le forme ma l’impasto per formare involucri croccanti da riempire con
creme o salse non cambia. Il bignè è un involucro sottile e leggero, resistente e di norma friabile, adatto a
contenere ripieni che possono essere sia liquidi che cremosi. Il procedimento per ottenere queste
caratteristiche inizia con una precottura della massa, composta da acqua, grasso, farina (questi ingredienti
come base). Il calore, dato dall’ebollizione di acqua e grasso innesca un processo fondamentale nella
produzione dei bignè, che è quello di promuovere la gelatizzazione degli amidi contenuti nella farina,
permettendo la formazione di una massa gelatinosa, nella quale, diciamo per semplificare, vi sono incollati
farina e grasso. Durante la fase di cottura il vapore, cercando di uscire provoca l’effetto camera d’aria,
gonfiando il prodotto. I risultati migliori si dovrebbero ottenere equilibrando la proporzione tra acqua e farina, che non dovrebbe avere un W (forza) superiore a 220, perché una eccessiva quantità proteica (glutine) impedisce uno sviluppo ottimale del prodotto.
Detto dell’importanza dell’equilibrio fra acqua e farina,passiamo ora al procedimento.

Procedimento: sciogliere nell’acqua il burro, portare ad ebollizione, versare la farina e mescolare
vigorosamente cercando di evitare il formarsi di grumi. Con questa operazione si dovrebbe ottenere la massa
precotta che a noi interessa. E’ però opportuno tostare ancora la massa fino al totale distacco del fondo.
Non è indispensabile, ma consigliabile, il raffreddamento della massa prima che si aggiungano le uova,
perché, così facendo, l’acqua contenuta nelle uova stesse non continui ad evaporare, evitando così di
eccedere poi nell’impiego di uova, per reintegrare la parte liquida evaporata. Se però ciò dovesse accadere si può aggiungere albume invece di uova intere. Anche la cottura del bignè può offrire delle difficoltà; fino a che non si conoscono bene le caratteristiche del forno. Infatti il ristagno o meno di umidità nella camera di cottura determina notevolmente la riuscita del prodotto. Un altro ingrediente fondamentale nella produzione del bignè è il burro. E’ chiaro che gli altri grassi possono essere usati, e anche oli, ma nell’uso specifico, si consiglia il burro, sia per il basso punto di fusione (28°C), sia per l’elevato profumo naturale che esso dona al prodotto.
Il burro può essere usato in diverse proporzioni; osservando le diverse esigenze della persona.
Aumentando la quantità del burro, avremo un bignè più profumato, più friabile e di norma più leggero.
Diminuendo invece il burro, avremo un prodotto sempre più coriaceo, idoneo a formare croquembouches e
cigni. L’eventuale sostituzione di tutta l’acqua o di una parte (diciamo del 50% di essa come minimo) con
latte, dona al prodotto un profumo delicato e caratteristico che ne accentua la gradevolezza, ma anche la
colorazione. Perciò è buona norma, in cottura, diminuire di qualche grado la temperatura del forno.
L’aggiunta di zucchero accentua ancora di più il colore, la friabilità ed una leggera edulcorazione del prodotto
(si consiglia di non superare nel bignè normale i 5 gr. Su 100 di farina). Sale 2 gr. Circa su 100 gr. Di farina.
Si può, volendo, aggiungere cacao.


BIGNE' AL CACAO
Latte 125g
Acqua 125g
Burro 125g
Zucchero 5g
Farina 140g
Cacao 10g
Sale 4g
Uova 180g
Albume 90g


Per la ricetta classica che uso e il passo passo vi rimando al post delle zeppole
http://sugarcraftedintorni.blogspot.it/2013/03/zeppole-di-san-giuseppe-al-forno.html

se volete approfondire ancora di più ecco un bel post del maestro Iginio Massari 
http://www.dolcesalatoweb.it/2011/01/pasta-bigne-dalla-teoria-alla-pratica/
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Zeppole di san Giuseppe al forno classiche e non

Allora si avvicina la festa del papà e quindi di San Giuseppe e cosa c'è di più buono di una zeppola?!!

Io vi voglio mostrare il metodo classico e quello particolare per cambiare forma e farcitura



cominciamo dalla ricetta base della pasta choux

/4 litro di acqua

un pizzico di sale

50 gr di strutto

4 uova medie

150 gr di farina

ripieno
crema pasticcera ben sostenuta

decorazione
amarene o ciligie candite se non le trovate

procedimento :

mettiamo in una pentola l'acqua, il sale e lo strutto, portiamo a bollire poi spegniamo quando vediamo che lo strutto è ben sciolto.

togliamo dal fuoco e versiamo tutta la farina in un unico getto, mescoliamo bene e rimettiamo sul fuoco finchè la pasta non si stacca dalle pareti della pentola.

facciamo raffreddare completamente la pasta poi (questo è importante) ad uno alla volta aggiungiamo le uova. dobbiamo aspettare che il primo uovo 




si assorbe per aggiungere il secondo, il terzo e cosi via. 









consistenza dopo 4 uova 







ora prendiamo una tasca da pasticcere con il beccuccio più grande che avete a stella 


e formate delle ciambelle sulla carta da forno, il buco del centro non troppo largo e possibilmente un'unica striscia senza interruzioni. 



accendete il forno a 200 gradi per 15 minuti, per renderle più umide potete mettere un pentolino d'acqua che favorisce la lievitazione, poi lasciatele nel forno a sportello socchiuso per 8-10 minuti. 


mi raccomando non mettete lievito gonfiando fa perdere la forma striata tipica della zeppola e resta cruda all'interno.

son cotti quando son rossicci non biondi se no si afflosciano. 

per la crema dovete farla con più farina e più tuorli e più zucchero (perchè l'impasto delle zeppole è senza zucchero) 


se per mezzo litro mettete 4 tuorli aumentate a 6 o 5

da 75 gr a circa 100 grammi di farina

deve esser tipicamente al limone

quindi dovete mettere le scorze nella crema che poi toglierete a fine cottura

non ci va panna dopo, alcuni mettono un pò di burro per mantecarla meglio. 


ecco la dose precisa della crema che ho fatto (doppia dose di zeppole cioè per 8 uova) 




12 tuorli

1 litro latte

160 gr farina

500 gr zucchero

1 bustina vaniglia

buccia di limone

ecco qualche foto della farcitura 



quindi tagliate in due farcite 


con la bocchetta qualche ciuffo e l'amarena o ciliegia sopra, l'ideale sarebbe la prima non sgocciolata, il succo che scende è la morte sua.

spolverare con zucchero a velo








poi per esser originale
ho fatto delle zeppole di diversa farcitura cosi tutti contenti


però a forma di cuore

come?

ecco il dietro le quinte



ho preso la carta forno,dei cutters grandi a forma di stella e cuore,poi ho visto che era difficile fare le stelle e ho optato solo per i cuori e ho ricalcato con la punta di un pennarello nero i contorni




ho girato il foglio


e ho ricalcato i contorni con l'impasto
ci ho provato anche a stella ma non mantiene molto la forma
 come vedete a stella ne ho fatta una sola che poi ho regalato a mia madre




ecco dopo cotte 

 poi ho preparato tre gusti di crema :limone,tiramisu e nocciola 




e ho farcito

decorando con ciliegine candite e codette di cioccolato per distinguerle 



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